Matthioli_fungo_cervino

Etnomicologia di una specie di Phallus che al tempo di Mattioli cresceva presso
i Boemi, dunque l’attuale Repubblica Ceca, possibilmente Phallus impudicus.
Simbologia classica del fungo che nasce da saliva/sangue/sperma, interessante
etnofarmacia che associa il fungo maschile alla risoluzione di problemi
femminili (in Italia da Plinio era chiamato Fungus Virilis e lo davano agli
uomini).

Pietro Andrea Matthioli, (1561), Epistularum Medicinalium libri quinque, Lugduni,
Cesare Farina. pp 418-419

PETRVS ANDREAS MATTHIOLVS
Iulio Moderato, Pharmacopæo Ariminensi.

Describuntur Cervini fungi historia, & vires.

Cum rebus nouis te plurimum delectari sciam, Tuber quoddam subterraneum, quod
hic cervinum Boletum Boemi vocant, cum hisce meis literis ad te mitto. Puto
enim de te nihil unqua audivisse, quod nulla apud antiquo, recentioresque
scriptores exet huisce fungi memoria, quod que reperiri non possit, visi iis in
sylvis, ubi plurimi habentur cervi, ac venatores, qui haec naturæ secreta
norunt, sed quum haec inaudita sint apud vos, nolim te in posterum latere
cervini fungi historiam, & vires. Fungum itaque hunc tuberum vulgarium modo sub
terra nascit affirmāt venatores, ubi cervino semine in coito inficitur solum.
Id quod plerunque fieri solet exempto è volva genitali adhuc semini aliquid
continente, maris impetum fugante fœmina. Hunc fortasse invenire nemo posset,
in cervi ipso locum quodam statuto anni tempore ostenderent. Scalpunt enim
naturali quodam instinctu ducti anterioribus pedibus locum, ubi globosus fungus
subterra delitescit, quod olfactu percipere eos affirmant. Spirat enim fungus
gravi odore praesertim recenter effossus. Qui secreta haec norunt venatores &
rustici, qui sylvas frequentant, loca diligenter observant cervinis pedibus,
essoquaque scrobe, fungos eximunt, & pharmacopoeis vendunt, qui dissectos in
particulas, & filo traiectos siccant posteas in umbra, servante in medium usum.
His eadem ferè facie inest, quam in caeteris spectamus tuberibus, globosa tamen
in omnibus, & inæqualis. Extima cuticula subnigricat, carnosa vero & ipsa
fungosa substantia albicat.Sunt etiam qui genus aliquod reperiri dicant, erectæ
virilis mentulæ forma, adeò ut in altera parte detecta glans, in altera globuli
quidam testiculos referentes cōspiciantur. Hic fungus in ciborum usum hactenus
non venit, nec eo vescuntur Boemi, sed eo iis in medicamentis utuntur, quæ
venerem movent. Siquide ad hoc plurimū illum valere putāt, & pręfertim qui
human genitalis faciē refert. In que usum, sicci pulvere ex dulci vino
propinant, drachmæ, vel sesqui drachmę pōdere. Lactis ubertatem hunc etiam
afferre aiunt ex ptisana vel muliebri lacte potum, sed valentius id agere si
longi piperis aliquid addatur. Soffitu occlusos fœeminarum locos referare
tradunt, & vulvæ strangulatus avertere.
Non desunt superstitiosæ mulierculæ, quæ iis abutuntur in amatoriis poculis,
quibusdam prius admurmuratis incantationibus. Affirmant prætera valere cervinum
fungum ad epota venena, ex mero haustum, quinetiam ad venenosorum omnium
morsum, non modò potum, sed etiam illitum excalfacere hund ex odoris
graveolentia, quispiam facilè iudicabit. Optarem ut tam rarum medicamentum
Italiæ hactenus ignotum seri vel transplantari posset, & inter cetera rara
simplicia, quæ in tuo tam celebri viridario, diligenti admodum cultura alis,
hic etiam viseret fungus. Sed postquā hoc nobis vetat natura, hunc siccum tibi
asservato. Mitto tibi præeter id legitimæ Chalcitis, & vera Mysis aliquot
frusta, quæ apud vos rara, ita sanè cara tibi futura spero, Vale.

Pietro Andrea Mattioli
Giulio Moderato, medico Riminese

Sono descritte la storia del fungo Cervino, e le sue proprietà.

So che tu più di tutti ti diletti con le novità, ti allego con questa mia lettera un certo tipo di tartufo sotterraneo che i Boemi chiamano Boleto cervino. Io credo che tu non ne abbia visti mai, poiché non esiste nessuna informazione riguardo questo fungo tra scrittori antichi e recenti e non e` possibile trovarlo, io l’ho visto in boschi che abbiano un grande numero di cervi, e vi siano presenti cacciatori che conoscano questa natura segreta, ma proprio perché questo e` sconosciuto presso di voi, non ti lascerò nascosta per altro tempo la storia del fungo cervino e delle sue potenzialità mediche. Pertanto i cacciatori affermano che il fungo nasca sotto terra come l’ordinario tartufo, dove lo sperma del cervo durante il coito cade. Questo accade perché solitamente lo sperma trabocca come l’impeto del mare dalla vagina della femmina fuggente. Forse per questo nessuno e` mai stato capace di trovarlo nei medesimi luoghi dei cervi nel suo periodo di crescita. I cacciatori affermano che i cervi scalpitino coi piedi anteriori come guidati da un istinto naturale nel luogo ove il fungo globoso si nasconde sotto terra, che percepiscono con l’olfatto. Il fungo emette un odore piuttosto forte specialmente se scavato da poco. Cacciatori e contadini che frequentano le selve e conoscono questi segreti, osservano con cura come i cervi posizionino le zampe e raccolgono i funghi dalle impronte lasciate e tagliati in piccole parti e infilati su un filo, seccati all’ombra e quindi pronti al suo impiego, li vendono come medicina. Anche in questi funghi si presenta la solita forma globosa e diseguale che si osserva negli altri tartufi. La cuticola superiore annerisce da sotto, tuttavia il materiale carnoso e fungino é bianco. Dicono anche che sono raccolti quelli assomiglianti ad un membro virile, in modo che in una parte si trovi il glande e nell’altra si trovino globuli ricordanti i testicoli. Ad oggi questo fungo non ha un impiego culinario, ne` se ne nutrono i Boemi, invece lo usano nei preparati medicinali atti a smuovere il desiderio sessuale femminile. Infatti sono reputati essere più efficaci e sono da preferire quelli che ricordano la fattezza di genitali umani. A quell’uso preparano così la polvere: la rendono  meno sgradevole in vino dolce, in rapporto di due a 3. In tisana aggiungono latte che ne aumenta le proprietà  curative, o vi mescolano latte materno, ma agisce con più efficacia se vi viene aggiunto del pepe lungo. Tramandano che con la loro fumigazione si possono curare i genitali femminili occlusi, e si può salvare una donna dallo strangolamento dell’utero. Non mancano prostitute maliziose che abusano di questa medicina in filtri d’amore, da qualcuna vengono prima mormorati incantesimi. Affermano inoltre che il fungo cervino e` un antidoto contro le bevande avvelenate, disciolto nel vino, ed anche frizionato contro ogni morso velenoso, non soltanto bevuto, riscaldandosi accentua l’odore fallace, che e` facile giudicare. Spero che un tale raro medicamento, al momento sconosciuto in Italia, si possa prima o poi trapiantare e tra le cose rare che hai nel tuo celebre giardino botanico e per mezzo delle ali diligenti della cultura, vedrai anche tu questo fungo. Ma poiché questo ci impedisce la natura, allora te lo mando secco. Ti mando oltre a questo della autentica Calcopirite, e alcuni frammenti di vera Mys, che è rara presso di voi, che spero ti torni utile in futuro, stai bene.